Flusso di coscienza

taxi-driver-01.jpgLa frase che disse Enzo Biagi: “Non scrivere mai qualcosa su altri che non vorresti fosse scritta su di te” potrebbe dare adito ad un’altra interpretazione. Implicherebbe che si abbia qualcosa da nascondere, e che non si possa scrivere quella cosa perchè anche chi la vorrebbe scrivere si sia macchiato dello stesso peccato. Per cui qualcuno potrebbe pensare  che la buonanima si sia buttato la zappa sui piedi. Non me ne voglia il signor Corsi, ma diciamo che non sia proprio da emulare questa massima alla luce di questa interpretazione. La verità non è sempre una cosa rivoluzionaria se io giornalista avessi qualcosa da nascondere e non la potrei raccontare. L’argomento con cui vorrei intrattenere i miei “cari 25 lettori”  spazierà dalle geopolitica alle cause della violenza della nostra società.  

Per globalizzazione si potrebbe intendere un meccanismo di collaborazione finanziaria tra i paesi più ricchi del mondo(G8), che a loro volta si stringono rapporti con altri paesi meno potenti per poter produrre e smerciare i prodotti che poi immetteranno nel mercato di quei paesi con i quali hanno stretto patti finanziari. Detto così sembrerebbe una questione di Stato inteso come organo politico e regolatore dei mercati, invece lo Stato o meglio gli Stati ( a parte l’USA ed ora anche la Cina) e la loro politica centrano ben poco. I veri masters sono le multinazionali e i mercati finanziari che controllano e indirizzano le politiche interne verso una tipologia precisa di relationship e di collaborazionismo. Inutile citare la comunicazione globale raggiunta grazie ad Internet e i benefici che ne ha tratto il mercato finanziario.   

Ora che abbiamo messo in chiaro che il motore del mondo è l’economia intesa nel suo senso più slanciato, possiamo andare ad analizzare le varie problematiche e i vari conflitti che contraddistinguono alcune aree del pianeta. Prima di tutto si deve dire senza alcun dubbio alcuno che la religione oggi viene strumentalizzata e utilizzata come pretesto semplicemente per creare presupposti di guerriglie in quelle aree ad interessate di mercato, ecco perché delle guerre in Africa non se ne fotte nessuno. Ovviamente alla maggior parte degli abitanti del pianeta, nel vedere le immagini dell’11 Settembre alla tv, sui giornali e su internet e oggi anche al cinema, sarà sorta la domanda: ”ma perché Osama Bin Laden è così cattivo da far schiantare due aerei nelle torri gemelle?” E i media hanno risposto:”Perché è islamico! Gli islamici sono fondamentalisti! I fondamentalisti sono kamikaze! I kamikaze sono assassini che si fanno saltare in aria!”. Mica hanno detto prendetevi un libro di storia contemporanea e più precisamente uno sulla guerra fredda! Cosi l’america va in Afghanistan a cercare Bin Laden ma purtroppo non lo trova. Spacca tutto. Fa cadere il regime dei talebani e viene instaurato un “governo democratico” e le donne finalmente vengono considerate come persone e non solo come animali riproduttivi. Tuttavia Bush vuole andare a trovare Saddam, visto che si trova a due passi, perché è sicuro che è in possesso di armi di distruzione di massa , (non si può rischiare un attacco nucleare da parte di un regime islamico?!), e dal marzo 2003 si trova con le forze alleate in Iraq a creare solo casini. 

Intanto in Francia un tizio, un certo Thierry Meyssan , pubblica un libro “L’incredibile menzogna”, nel quale spiattella al mondo intero che sul pentagono non si è abbattuto nessun aereo. WAW! Infatti nell’area interessata all’impatto non è stato mai ritrovato un pezzo dell’aereo che si sarebbe schiantato sul pentagono. Ma allora cosa è caduto sul pentagono? Dopo un po’ si capii che sul pentagono fu lanciato un missile. Si, ma da chi? Fu un caccia americano a bombardare il pentagono? “No. Non è possibile!” diranno tutti.Così nella stragrande maggioranza delle nazioni del mondo si diffonde una islamo-fobia, paranoie varie sulla religione islamica, idiosincrasie senza motivazioni tangibili, psicosi sugli attacchi batteriologici e chimici, psicosi sui voli aerei alla vista di un qualsiasi cittadino mediorientale e via dicendo, il tutto contornato dalla mucca pazza e dalla aviaria. Olè! 

Ora bisogna far sapere una cosa. Dante ha tratto spunto per la Divin Commedia da scritti di origine islamica e precisamente dal “Liber Scalae Maometti”. Questa cosa potrebbe infastidire qualcuno. Non invece i costruttori del dialogo, gli eroi del nostro tempo, perché di fondo le nostre razze, etnie , religioni e via dicendo non hanno granchè di diverso. Sono stati solo gli episodi degli ultimi due secoli a sfondo imperialista (conquiste territoriali, economiche, politiche da parte delle nazioni europee e americane) ad accentuare il conflitto e sconvolgere tutto. La colpa è nostra. Perciò non bisogna vedere i musulmani come i diversi, i cattivi, ma accettarli e trasmettersi a vicenda le scienze, le arti, le lettere che nell’arco della storia hanno portato alla nascita dell’interscambio culturale e fatto si che ogni civiltà non si sia arenata nelle proprie convinzioni e nozioni. Anche se forse oggi abbiamo superato il limite di non-ritorno per un possibile dialogo tra le due culture. Chissà se lo venisse a sapere Roberto Benigni che spettacolo monterebbe. 

Concludo con un pensiero prendendo spunto da quello che accade nel mondo del calcio. Non bisogna allarmarsi se vediamo la violenza negli stadi. L’eccezione siamo noi. Siamo noi che non usiamo la violenza e sotterriamo sotto un manto di finta civiltà l’istinto primario umano che ha caratterizzato l’evoluzione e la storia della nostra specie. Non assumiamo un atteggiamento violento semplicemente perché abbiamo paura di perdere quello che abbiamo e che rappresentiamo, quindi ci proclamiamo  paladini della civiltà. Da qui nasce la tendenza all’omertà e l’ascesa della mafia. Poi corriamo al cinema a vedere i film di Tarantino, Coppola e Scorsese provando a sfatare la paura affascinati dal potere del boss. Leggiamo Saviano e ascoltiamo Travaglio e ci rendiamo conto che la pensiamo come loro, ma alla fine nessuno fa niente.. è come se la verità non interessasse più alla gente. Ti diranno:”E chè non lo sapevi che le cose vanno così?”.  

Antonio Cataruozzolo

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