ll fatto che la categoria dei giornalisti sia oggi uno dei target prevalenti dell’attività di relazioni pubbliche sta a spiegare l’importanza assunta dal sistema dei media nella nostra società e la ragione per cui molti giornalisti passano a fare gli operatori di relazioni pubbliche. Pertanto l’informazione di un soggetto pubblico non differisce - o non dovrebbe differire - molto da quella fornita da un giornale indipendente: richiede precisione, completezza, tempestività. Quindi l’informazione affidata ad un giornalista , in quanto tale, è (o dovrebbe essere) vincolato ad un impegno deontologico di correttezza, completezza e tempestività dell’informazione oltre ad essere professionalmente attrezzato per metterlo in pratica. Per l’informazione riportata all’attuale sistema globalizzato in cui viviamo, non è da escludere che altre forme di comunicazione (spot televisivi, campagne promozionali, iniziative speciali) possano essere affidate, come infatti avviene, ad altre figure professionali.
Alcuni cronisti di nera dei quotidiani delle radio tv pubbliche e private, in base all’esperienza quotidiana, hanno espresso forti dubbi e riserve sulle garanzie di correttezza, imparzialità, obiettività e tempestività di un un’informazione filtrata attraverso le burocrazie degli uffici stampa e delle questure. Un elemento che alla fine andrebbe a rendere un cattivo servizio all’opinione pubblica, e che pregiudicherebbe fondamentali diritti civili dei cittadini, se si lasciassero regolare i rubinetti dell’informazione da fonti di incontrollabile affidabilità e impermeabilità alla trasparenza. Oltretutto, si esporrebbero i cronisti al tambureggiante fenomeno delle cause per risarcimento danni, con effetti inimmaginabili sulla serenità e sull’equilibro dei lavoro giornalistico. Quindi la chiarezza e soprattutto la trasparenza della notizia viene ad essere un elemento importante, dove le fonti della stessa sono tenute alla immediata rettifica di ogni eventuale informazione non rispondente a criteri di correttezza e di completezza.
Queste caratteristiche della notizia fanno parte dell’etica professionale dell’illustre giornalista Enzo Biagi, che con il suo stile rigoroso verso i principi dell’informazione è stato in grado di fornire all’utenza alla quale si rivolgeva trasparenza e tempestività di comunicazione. Enzo Biagi ha impreziosito il mondo giornalistico col suo sapere, un capitale culturale che non va depauperato da chi intende svolgere correttamente la professione giornalistica. Un suo insegnamento principe a tal fine è: ”Non scrivere d’altri quel che non vorresti fosse scritto di te”. Bisogna quindi evitare di farsi influenzare eccessivamente dal proprio punto di vista, a scapito della realtà dei fatti accaduti. Prerogativa fondamentale per un giornalista è saper dare la giusta espressione al suo pezzo in piena libertà, riuscendo a manifestare e cogliere, nella notizia da lui prodotta, gli elementi che possano concretizzare al massimo la divulgazione della notizia stessa, rendendola aperta e facilmente fruibile dal lettore finale.
Antonio Martignetti
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