Un giornalista è la vedetta sul ponte della nave dello Stato.
Egli nota i bastimenti di passaggio, le piccole cose che punteggiano l’orizzonte.
Egli segnala il naufragio alle navi che possono salvarlo, scruta nella nebbia e nella tempesta per avvertire i pericoli in arrivo.
Egli non pensa al suo salario o al profitto dei suoi padroni.
Egli è lì per procurare la sicurezza ed il benessere alla gente che crede in lui.
(Loseph Pulitzer) Joseph Pulitzer
“Un editoriale. Scrivi un editoriale!”. Così Francesca mi spiazza qualche notte fa, tra una sigaretta e l’altra, una faccina ammiccante e una delirante, un brivido e uno sbadiglio. Lei mi scrive in chat e io, poco convinta, cerco di avvicinarmi alla nuova legge sull’editoria. “Un editoriale. Io?”, “Si, mi piace la tua ‘penna’”. La mia ‘penna’? Penso che stia scherzando. No, invece, lei dice sul serio. Francesca ha deciso. Risolutiva più che mai, volutamente incurante delle conseguenze, “zitta, zitta nel mercato” di internet, crea un blog: queste pagine che voi lettori più o meno interessati state leggendo.
Per giorni ho pensato agli o all’argomento da trattare: la mattina, mentre mi lavavo; la sera, quando con ansia tentavo di sfuggire alle braccia di Morfeo; mentre a piedi percorrevo i miei solitari e soliti chilometri. Ogni passo, gesto scandiva un’idea che nasceva e moriva due san pietrini più in là. Una buca dei vicoli della Sanità, i perenni e poco concludenti lavori in corso partenopei, come quelli di via Foria, suggerivano triste riflessioni: scriverò del corso, che ha messo insieme diciotto persone, cittadini, animi sensibili (magari con le caratteristiche individuate dalla collega Irene nel suo editoriale, ‘Giocando con i numeri’, al momento però solo in competizione)
Mi guardavo i piedi e pensavo di poter trattare della mia vita, l’unica che conosco meglio di tutte, ma non è il caso.
Qualche giorno fa ero convinta di aver deciso: tratterò del ddl sull’editoria di Ricky Levi. Avevo appena finito di studiarlo e leggere i numerosi commenti che lo riguardano. E’ cosa buona e giusta, stiamo aprendo un blog, dobbiamo essere consapevoli delle nostre scelte. Qualcuno ha parlato di bavagli… Poi, vedo le pagine che cominciano a riempirsi di parole, frasi, resoconti, notizie, recensioni, riflessioni, cronache. Francesca Ferrara, Peppe Russo, Irene Fazio, Antonio Cataruozzolo, Paulette Ievoli, Carmela Romano scrivono o meglio postano. In realtà, Francesca ha condiviso l’idea ma stenta ancora a condividere gli strumenti. Primo o poi cederà, perché è molto più emozionante leggere queste pagine che essere Mangiafuoco.
Tra il dire e il fare… E’ accaduto che in Cina emanano l’editto sulla stampa. Il cui primo comandamento è: quando un articolo o una trasmissione sono etichettati con la frase “non dover pubblicare” significa “non pubblicare”. Per il dipartimento della Propaganda del partito comunista “dovere” è un verbo occidentale un po’ troppo liberale e democratico, perciò va eliminato. Sono dieci i comandamenti cinesi per i media, e sono stati spediti a tutti i giornali e le televisioni dello stato più popoloso del mondo. Circa un sesto della popolazione mondiale è potenzialmente verso la strada dell’alienazione delle coscienze. Stiamo attenti.
C’è di mezzo anche la morte di Biagi – cui abbiamo deciso di dedicare un’intera sezione -, la poco allegra finanziaria del tanto atteso Governo di sinistra o Governo Prodi bis, meglio Governo ProdipdisinistralternativaaBerlusconi e alle rosse, alle carceri piene, ai ficcanaso, a quelli che non ce la fanno più, ma anche a quelli che ce la fanno ancora. La morte di un ragazzo, tifoso del calcio e ucciso da un poliziotto; di una donna stuprata e seviziata da un rumeno nomade; di una studentessa inglese, per studi in Italia, ammazzata a coltellate da amici; l’“emergenza” rifiuti campana, che dura da circa 12 anni, l’inchiesta sulle auto blu al Comune di Napoli.
Leggete queste pagine senza pretese, che di attualità ne hanno l’odore. Il sapore è più quello che solo i pigri e curiosi internauti possono conoscere. Altre firme arricchiranno la nostra idea. Buona Lettura.
Raffaella Maffei
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finalmente ce l’ho fatta! Dunque cara Raffaella, ma tu non sei una bella penna, sei una bella piuma! E’ stato piacevole seguirti nelle tue acrobazie. Sei partita da Francesca per arrivare a eventi di attualità. Non è facile muoversi così a bordo di una penna! Leggera come una piuma, con salti da acrobata
paulette
Paulette, mia cara, hai davverro detto troppo! Sei gentile, ma magari fosse la realtà (quello che hai scritto). Grazie per il commento, per essere dei nostri e soprattutto perché, anche tu, pensi ancora che sia possibile…
cara Raffaella, non ho detto troppo. Dico sempre quello che penso. Quando non lo dico è perchè una forza più forte di me me lo impedisce.