La schiavitù non conviene più

handcuffsrid.jpgChi non ricorda Queimada?
Nel film-capolavoro di Gillo Pontecorvo, un cinico agente imperialista (Marlon Brando) spiegava agli ottusi borghesi compradores come fosse conveniente utilizzare le prestazioni dell’operaio e della prostituta rispetto a quelle dello schiavo e della moglie. I primi li si paga solo quando lavorano, i secondi costano in ogni momento.
Messa così può sembrare una battuta, ma è storicamente vero che gli schiavi e i servi lasciarono il posto agli operai perché il loro sfruttamento era più vantaggioso.

Di recente su un sito americano di annunci, si poteva leggere di una “Superficiale bellissima” che cercava un marito da almeno 500.000 dollari all’anno. La risposta di un banchiere è stata altrettanto cinica e venale: “Tu adesso hai 25 anni e rimarrai attraente per i prossimi cinque anni, ma sempre meno ogni anno che passa. La tua bellezza comincerà a sbiadire. Non è quindi un buon affare ‘comprarti’ – che è quello che chiedi – sarebbe meglio affittarti“.

In effetti nessun “bene durevole” mantiene il suo valore per sempre. Il valore d’uso di una merce decade con l’uso nel tempo, e di conseguenza ne decade quello di scambio.
L’ “aspirante schiava” vorrebbe sistemarsi a vita, ma le è stato risposto per le rime, con cinico rigore scientifico.
Chi ha i soldi, come il banchiere, non compra più neppure l’automobile, non gli conviene. La noleggia, così l’ha sempre nuova. E altrettanto vale per una notte con una “Superficiale bellissima”…

Pepzanz

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