Giocando con i numeri
40 sono i ladroni presenti nella favola Alì Babà e i quaranta ladroni .
Nella Smorfia il numero 40 è la noia.
Quaranta è il numero delle persone che lo scorso luglio hanno partecipato al workshop “Newsmaker di rete”, sulle nuove tecniche di giornalismo e della comunicazione.
In comune, i 40 partecipanti, avevano lo status di giornalista pubblicista o professionista…una platea insolita nella quale ho visto un tesoro immenso!
Hanno partecipato rappresentanti della televisione, della carta stampata, dei magazine e della radio, degli uffici stampa e del web e ognuno con la sua diversità ha apportato un pezzo fondamentale al puzzle indecifrabile e misterioso della comunicazione e del giornalismo in ambito locale.
Da questa inconsueta comunione è nato il “Il gruppo dei quaranta”.
Tra mille sfumature è strano constatare come le attese, le speranze e le premesse di questo team siano racchiuse tutte nel significato del numero quaranta.
Solo una combinazione o un segno premonitore?
Nel mondo ebraico il numero quaranta era considerato un numero sacro, ricco di significato. Non a caso “quaresima” ovvero quaranta giorni di attesa.
L’attesa.
Il compimento di un ciclo storico, l’ attesa del passaggio da una condizione di vita ad un’altra, l’attesa non di una ripetizione di ciò che è già stato ma di un cambiamento radicale.
Il diluvio universale, la permanenza del popolo ebreo nel deserto, i giorni trascorsi da Mosè sul Sinai, il lutto sono tutti eventi scanditi temporalmente dal numero Quaranta.
Quaranta dunque è l’archetipo di una condizione perenne della esistenza umana: l’attesa e la trasformazione…..
Successivamente, il progetto “Newsmaker di rete” si è evoluto e ha proseguito incurante nei suoi fini ultimi: creare un team di professionisti che sappiano interagire nell’era digitale e del web 2.0.
Superstiti, nella buona e nella cattiva sorte del gruppo dei Quaranta, sono diciotto rappresentanti della folta e nutrita umanità che partecipò nel caldo soffocante dello scorso luglio al workshop.
Ecco dunque il frutto della prima trasformazione: da quaranta professionisti a diciotto!!
E così si ricomincia:
Diciotto è il numero atomico dell’argon (Ar)usato nell’illuminotecnica, perché non reagisce con il filamento incandescente delle lampadine, nemmeno ad alte temperature…e che caldo quando gli animi si scaldano!!!
Si usa l’ argon liquido per distruggere cellule cancerose e i sommozzatori professionisti lo usano per gonfiare le mute stagne, grazie al suo potere termoisolante.
In Italia e in vari altri paesi la maggiore età si acquisisce a 18 anni.
18 Melpomene è il nome di un asteroide battezzato così in onore della Musa Melpomene, la musa del canto e dell’armonia musicale.
Nella Smorfia il numero 18 è il sangue, che secondo la concezione comune dei popoli dell’antichità, è sede della vita e della forza vitale e non per fortuna sinonimo di lotte intestine e senza vincitori.
18 ore durò la passione di Gesù….ma dopo la sofferenza e l’agonia questo uomo illuminato è risorto ed è diventato libero…. il 18 Brumaio nella Francia rivoluzionaria segnò il passaggio dal Direttorio al consolato.
Il passaggio dal numero 40 al numero 18 arricchisce di significato questa storia… anch’esso come il suo predecessore si trasforma da semplice numero naturale in portatore di numerose e preziose informazioni…
E adesso….
Eccoci…con i fari delle bici come proiettori, le dinamo delle ruote che lavorano furiose, il sipario bucherellato e i seggiolini a buon mercato, i personaggi che ridono sul palco dimenticando le battute….
la voce del motore annuncia la rappresentazione e allora…..
…….Silenzio…. si sta per cominciare!
Irene Fazio
Postato in: gli Editoriali | Contrassegnato da tag: esordio, giornalisti, newsmakerdirete, trasformazione




Cara Irene hai fatto una ricerca molto carina… strumento infernale la chat… aggiungo qualche spunto al tuo scritto. L’Argon è un gas nobile, non di stirpe ma, attenzione, per la sua “autosufficienza”. Non ha necessità di reagire con gli altri elementi chimici, perché i suoi elettroni - 18 per l’appunto - gli consentono di mantenere stabile la sua energia; ha tutti gli orbitali, cinque, con il massimo numero di elettroni contenibili. La stabilità, la maturità, l’arte, la forza vitale e l’agonia, la rivoluzione: sono ingredienti che, tutto sommato, non mi sembra manchino nel nostro pentolone. Vuoi vedere che evitiamo la lotta intestina e ne usciamovincitori?
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