foto di Marco Del Sordo da flickr
In alcuni comuni è dal 18 dicembre che non vengono ritirati i rifiuti. Le zone ai bordi delle strade preposte per i cassonetti sono diventate delle vere e proprie discariche. Si registrano scene pietose soprattutto nel casertano e nella periferia di Napoli dove i cumuli di rifiuti si addossano lungo le vie. Cumuli di materia in putrefazione brulicanti di germi che emanano un “puzzo”intollerabile. Ostacolano il passaggio pedonale, il traffico. Dove non c’è immondizia ci sono dei cumuli nerastri, in alcuni casi ancora fumanti. Immondizia bruciata.
Gli ingressi di scuole, di negozi, di palazzi barricati dai rifiuti.
Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le proteste. Cassonetti ribaltati per le strade. Cassonetti bruciati. Presidi e manifestazioni contro la riapertura della discarica di Pianura. Fantocci di pezza appesi agli alberi di corso Umberto con frasi contro la giunta comunale e provinciale.
Intanto si discute a palazzo Chigi.
Ad ogni notiziario si susseguono le repliche del politico di turno. Si cerca di trovare delle soluzioni. Si accusa e si cerca di trovare un responsabile. Si mostrano indagini che sono state fatte, statistiche, prospetti con i fondi che sono stati stanziati. Le immagini di chi protesta, dei cumuli ai bordi delle strade entrano in tutte le case italiane.
Scene già viste. Perché in Campania l’emergenza rifiuti dura da ben 14 anni!
I cittadini esasperati scrollano le palle ed invocano pazienza. Nei volti si legge rabbia ma anche tanta rassegnazione. C’è chi scende in piazza e chi invece continua a vivere la propria vita di ogni giorno guardando con indignazione i cumuli e i cassonetti stracolmi sotto casa. Ma tutti si chiedono quando e come sarà possibile affrontare in modo definitivo la questione emergenza rifiuti in Campania.
Carmela Romano
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